In Lombardia l’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 4mila imprese artigiane e 273 prodotti della tradizione
In Lombardia l’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 4mila imprese artigiane e 273 prodotti della tradizione
A Pasqua la qualità della pasticceria e della produzione dolciaria artigiana diventa esperienza per il consumatore: l’intreccio di sapori autentici, materie prime del territorio e lavorazioni accurate trasformano i dolci della tradizione in un elemento distintivo della festa. È questa attenzione al dettaglio e al gusto che rende unica l’offerta delle imprese artigiane lombarde.
Spiega il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti: “La qualità dei dolci pasquali lombardi nasce dal lavoro quotidiano di oltre 4mila imprese artigiane che trasformano materie prime e tradizione in valore economico e culturale per i territori. Ma oggi questo patrimonio è messo alla prova da criticità importanti: la difficoltà di reperire personale qualificato e l’aumento dei costi, dalle materie prime all’energia. Difendere e sostenere queste imprese significa tutelare un pezzo identitario del nostro Made in Italy e garantire futuro a competenze che non possono andare disperse.”
L’alta vocazione artigiana del settore dolciario - In Lombardia i consumi dei dolci pasquali intercettano l’offerta di 6 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario, un perimetro settoriale che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato e confetteria, caratterizzato da una alta vocazione artigianale: sono oltre 4 mila le imprese artigiane, che rappresentano il 68,4% delle imprese totali del settore.
A livello provinciale oltre 3 pasticcerie e imprese del settore dolciario su 4 sono artigiane a Sondrio (89,5%), Bergamo (77,3%), Brescia (77,2%), Mantova (77,0%) e Lecco (75,7%).
Dolci, pane e pasta, i 273 prodotti della tradizione - L’artigianalità si intreccia con la qualità e la tradizione. La tavola di Pasqua degli italiani si arricchisce dell’offerta dei 34 prodotti agroalimentari a marchio DOP, IGP e STG e dei 273 prodotti agroalimentari tradizionali.
L’analisi per tipologia di prodotti della tradizione evidenzia la maggiore diffusione di prodotti della pasticceria, della biscotteria, della confetteria e della panetteria e le paste fresche con 77 prodotti, pari al 28,2% del totale. Accanto alla qualità dell’offerta, l’artigianato dolciario si confronta con alcune criticità rilevanti: permane una elevata difficoltà nel reperimento di personale qualificato, mentre persistono le pressioni sui costi di alcune materie prime, in particolare cacao e cioccolato. A queste tensioni si aggiungono i
timori per una escalation dei costi dell’energia, alimentati dalle recenti dinamiche della guerra del Golfo, con possibili ripercussioni sull’equilibrio economico delle imprese.
Resta elevata la difficoltà di reperimento dei pasticceri e panettieri artigiani – Nel 2025 in Lombardia si registrano entrate di pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali e panettieri e pastai artigianali per 2.540 unità, in calo rispetto alle 3.160 del 2024. Rimane tuttavia molto elevata la carenza di lavoratori specializzati: le entrate difficili da reperire sono 1.400, pari al 55,1%, una quota che rimane elevata ed in linea con quella dello scorso anno pari al 55,4%. La nostra regione figura, tra le maggiori regioni con almeno mille entrate previste, tra le prime 10 (in 6^ posizione) per difficoltà di reperimento elevata.
Il trend dei prezzi, i timori per il costo dell’energia - Nella produzione dei dolci di pasticceria persistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio 2026 si registrano rincari significativi per il cacao in polvere (+17,0% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%). Preoccupano le imprese le ripercussioni della guerra del Golfo sui prezzi dell’energia evidenziate dall’analisi dell’Ufficio Studi pubblicata lunedì scorso.
Sul fronte dei prezzi al consumatore, a febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria segna un aumento del 3,1% su base annua, su cui influisce l’aumento dei costi.
Per i prodotti con un maggiore utilizzo di materie prime il cui costo è soggetto ad una maggiore pressione - come le uova di cioccolato - i prezzi al consumo possono presentare una dinamica più marcata.
Spiega il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti: “La qualità dei dolci pasquali lombardi nasce dal lavoro quotidiano di oltre 4mila imprese artigiane che trasformano materie prime e tradizione in valore economico e culturale per i territori. Ma oggi questo patrimonio è messo alla prova da criticità importanti: la difficoltà di reperire personale qualificato e l’aumento dei costi, dalle materie prime all’energia. Difendere e sostenere queste imprese significa tutelare un pezzo identitario del nostro Made in Italy e garantire futuro a competenze che non possono andare disperse.”
L’alta vocazione artigiana del settore dolciario - In Lombardia i consumi dei dolci pasquali intercettano l’offerta di 6 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario, un perimetro settoriale che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato e confetteria, caratterizzato da una alta vocazione artigianale: sono oltre 4 mila le imprese artigiane, che rappresentano il 68,4% delle imprese totali del settore.
A livello provinciale oltre 3 pasticcerie e imprese del settore dolciario su 4 sono artigiane a Sondrio (89,5%), Bergamo (77,3%), Brescia (77,2%), Mantova (77,0%) e Lecco (75,7%).
Dolci, pane e pasta, i 273 prodotti della tradizione - L’artigianalità si intreccia con la qualità e la tradizione. La tavola di Pasqua degli italiani si arricchisce dell’offerta dei 34 prodotti agroalimentari a marchio DOP, IGP e STG e dei 273 prodotti agroalimentari tradizionali.
L’analisi per tipologia di prodotti della tradizione evidenzia la maggiore diffusione di prodotti della pasticceria, della biscotteria, della confetteria e della panetteria e le paste fresche con 77 prodotti, pari al 28,2% del totale. Accanto alla qualità dell’offerta, l’artigianato dolciario si confronta con alcune criticità rilevanti: permane una elevata difficoltà nel reperimento di personale qualificato, mentre persistono le pressioni sui costi di alcune materie prime, in particolare cacao e cioccolato. A queste tensioni si aggiungono i
timori per una escalation dei costi dell’energia, alimentati dalle recenti dinamiche della guerra del Golfo, con possibili ripercussioni sull’equilibrio economico delle imprese.
Resta elevata la difficoltà di reperimento dei pasticceri e panettieri artigiani – Nel 2025 in Lombardia si registrano entrate di pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali e panettieri e pastai artigianali per 2.540 unità, in calo rispetto alle 3.160 del 2024. Rimane tuttavia molto elevata la carenza di lavoratori specializzati: le entrate difficili da reperire sono 1.400, pari al 55,1%, una quota che rimane elevata ed in linea con quella dello scorso anno pari al 55,4%. La nostra regione figura, tra le maggiori regioni con almeno mille entrate previste, tra le prime 10 (in 6^ posizione) per difficoltà di reperimento elevata.
Il trend dei prezzi, i timori per il costo dell’energia - Nella produzione dei dolci di pasticceria persistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio 2026 si registrano rincari significativi per il cacao in polvere (+17,0% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%). Preoccupano le imprese le ripercussioni della guerra del Golfo sui prezzi dell’energia evidenziate dall’analisi dell’Ufficio Studi pubblicata lunedì scorso.
Sul fronte dei prezzi al consumatore, a febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria segna un aumento del 3,1% su base annua, su cui influisce l’aumento dei costi.
Per i prodotti con un maggiore utilizzo di materie prime il cui costo è soggetto ad una maggiore pressione - come le uova di cioccolato - i prezzi al consumo possono presentare una dinamica più marcata.


